Fisarmonica classica | Fisarmonica microtonale | Supporti elettroacustici

Sia nei miti cosmogonici che nella cosmologia tradizionale si parla di suono e di musica.
Secondo Pitagora, che teorizza il principio della musica delle sfere, il Sole, la Luna e i pianeti del sistema solare, per effetto dei loro movimenti di rotazione e rivoluzione, produrrebbero un suono continuo, impercettibile dall’orecchio umano e tutti insieme produrrebbero un’armonia.
Questo concerto è un viaggio nella musica e nel pensiero di compositori, poeti, scienziati e filosofi di diverse epoche che in qualche modo si riconnettono allʼastronomia; una sorta di Voyager Golden Record con un programma che spazia dalla The Unanswered Question di Ives al contrappunto incompiuto dellʼArte della Fuga di J.S.Bach, dalle costellazioni zodiacali di Stockhausen allʼenigma di Elgar, dalla colata di suono di Ligeti alle poliritmie di Lohse, passando per una serie di composizioni originali dello stesso Jacomucci per la sua “macchina pneumatica”, unʼeccentrica fisarmonica, della quale ne esplora il potenziale ai limiti estremi, nella sonorità, nella tecnica e nellʼintonazione, proponendo anche un prototipo da lui ideato di fisarmonica microtonale, accordata a quarti di tono.
Lʼutilizzo di suoni pre-registrati (quasi sempre concreti e naturali) creano la profondità dello spazio acustico mentre i suggestivi testi di Umberto Eco, Mariangela Gualtieri, Jorge Luis Borges, Alessandro Baricco, Johannes Kepler, Jean Baudrillard, Rudolf Steiner e Rob Brezsny fanno da contrappunto riflessivo alle musiche; come scrive Eco: “in fondo noi cerchiamo, nel corso della nostra esistenza, una storia originaria, che ci dica perché siamo nati e abbiamo vissuto. Talora cerchiamo una storia cosmica, la storia dellʼuniverso, talora la nostra storia personale. Talora speriamo di far coincidere la nostra storia personale con quella dellʼuniverso”.