Compositore ed arrangiatore francese, Frédéric Viale sceglie il percorso della fisarmonica spinto ad imitare la sorella maggiore e gli amici. A 8 anni compie un sogno paterno: prima di arrivare in Francia, nessuno nella sua famiglia piemontese aveva i mezzi per studiare la musica.

Più contemplativo che studioso a scuola, Frédéric segue tuttavia le lezioni di Lucien Galliano. Grazie alla sua passione e alle sue doti affronta subito varie competizioni. Studia inoltre con Astor Piazzolla, Richard Galliano, Stéphane Grappelli e Django Reinhardt. Molto presto si avvicina alla pista da ballo dove si trovano le vicissitudini della società. Lo shock è duro per il giovane fisarmonicista, abituato a vivere nella campagna di Cannes; curioso e indipendente, Frédéric passa ore ad ammirare la natura. Tutta la sua opera è sostenuta infatti da questa emozione, intima ed estroversa allo stesso tempo.

Il giovane artista completa la sua formazione jazz ascoltando numerosi stili musicali. Nel frattempo impara tutto il gran repertorio di André Astier, José Baselli, Gus Viewfinder, Jo Privat, Tony Murena. Successivamente inizia a studiare il bandoneon. Autodidatta, mantiene un approccio artigianale alla sua arte, basato sull’onestà, il lavoro, una modestia semplice che conferisce alla sua musica una sensibilità maggiore, lontana dall’audacia. Il suo obiettivo non è lo show, egli desidera arrivare al cuore delle persone.

Viene invitato a suonare con Jean-Marc Jafet e ben presto noti artisti jazz lo incoraggeranno a comporre.

Nel 2004 esce il suo primo album “Paradise”, con la partecipazione di JeanPierre Como, successivamente nel 2008 “’Lames Latines”, registrato a Rio con André Ceccarelli, Diego Imbert, Marcio Bahia.

Per il suo terzo album “La Belle Chose” acclamato anche dalla critica, Frédéric forma un quartetto con il quale lavora anche al prossimo progetto: il quarto album ‘Les Racines du Ciel’ offre un approccio moderno, che rievoca una forte ma luminosa malinconia con la quale rende omaggio al padre ‘Goyone a Louis’.

L’ultimo album “Pars en Thèse Jazz’” lanciato nel 2018, è stato registrato a Torino con Emanuele Cisi sax tenor, Aldo Zunino contrabbasso, Humberto Amesquita, trombone ed Adam Pache, batteria.

In ciascuno dei suoi diversi album, l’elemento fondamentale è il jazz, unito a tutte le sue influenze musicali e umanistiche come ad esempio il calore del Brasile, la semplicità del Sud e la stessa consistenza organica. Nella composizione, la sua creatività porta ad una profonda riflessione sul mondo con emozioni crude di coraggio, desiderio e cambiamento. Se sia ispirato dalla frenesia di una strada affollata o dalla pacifica bellezza della natura non conta, sebbene le sue ricche melodie alternano momenti di euforia e tristezza.

Frédéric ha voluto rendere la musica esigente ma al contempo accessibile a tutti, per condividerla con chi l’ha sempre seguita, con gli appassionati, con chi ha scoperto lo strumento da poco, e soprattutto con chi, prima di ascoltarlo, aveva una visione ristretta nei confronti della fisarmonica al quale Frédéric ha saputo restituire lettere di nobiltà mantenendo comunque la sua dimensione popolare.

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